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1972 – The Godfather [Il Padrino]

“I’ll make him an offer he can’t refuse”

 

Vivere la saga dei Corleone è davvero un’esperienza, è un passaggio obbligatorio nella vita cinematografica di ognuno, apre gli occhi e schiarisce la mente.

Ci viene concesso il privilegio di accompagnare i vari Brando, Pacino, Caan, De Niro, Duvall ecc e nell’arco di sessant’anni (mi riferisco ai primi due capitoli della saga, a partire da quando Vito Andolini da Corleone sbarca ad Ellis Island nel 1901) avremo la possibilità di vivere un’avventura che coinvolge ed emoziona, bizzarra e maledettamente verosimile. Questo è il regalo che riceviamo dal nostro Padrino …ma state attenti, in ogni momento potrebbe chiederci un favore in ritorno e sarà meglio essere pronti a soddisfarlo!

 

…sono imbarazzato. Avrei così tanto da scrivere sul primo stupefacente capitolo di una delle più belle saghe cinematografiche mai realizzate, che per evitare di trasformare questo articoletto in un noiossissimo saggio salterò a piè pari la “parte di analisi”…puah…sappiate che vi odio.

 

Attori: attoroni e attoruncoli che lavorano insieme in incredibile armonia accompagnando, sottolineando e, in sostanza,  rendendo  “vere” le vicende della famiglia Corleone;

 

Regia: perfetta, inappuntabile; gestione degli spazi e dei tempi molto equilibrata; da buon maniaco quale è Coppola ci regala un lavoro tanto accurato da poter, di tanto in tanto, risultare stucchevole (…non per me) per l’eccessivo romanticismo; ogni più piccolo particolare descritto nel romanzo viene riportato sullo schermo, a puro uso e consumo di chi, come me, essendo un fanatico del romanzo è in grado di coglierli…voi potreste definirlo perfezionismo, per me siamo di fronte ad uno stupefaciente esempio di dedizione e rispetto; le due sequenze montate in parallelo verso la fine del film ancora mi emozionano ogni volta che le rivedo…pardon, le rivivo;

 

Sceneggiatura: il miglior adattamento in assoluto; concepita e realizzata per essere nel contempo narrazione di una avvincente storia dedicata a chi voglia godersi un gangster movie d’eccellenza, e vera e propria riscrittura del libro in immagini, frutto di una lunga e faticosa gestazione portata avanti dallo stesso Puzo a quattro mani con il regista; tutti, e con tutti intendo tutti, i personaggi del libro vengono quantomeno citati; il primo capitolo della saga copre i tre quarti del percorso del romanzo, concludendosi  con la “consacrazione” del nuovo Don… non disperate, tutto verrà portato avanti nel secondo film, per altro universalmente riconosciuto come il miglior seguito di tutti i tempi (qui in realtà gli eventi si distanziano leggermente dal racconto per questioni di verosimiglianza con quelli che furono i reali sviluppi storici degli anni ’50);

 

Fotografia: perfettamente studiata;

 

Montaggio: ottimo, puntuale;

 

Costumi e scenografia: tra i più curati della storia, perfetta ricostruzione degli ambienti e “studios” non troppo pesante;

 

Musiche e/o colonna sonora: epocale, scritte e curate nientemeno che dal Maestro Nino Rota.

 

Unico difetto di questo capolavoro (…come si usa dire per le belle donne: “le manca solo un difetto per essere perfetta”) è la percezione dello scorrere del tempo che non è proprio proprio immediata, pecca ampiamente giustificata se si contestualizza l’opera con il ritmo e la struttura del cinema drammatico dei primissimi anni ’70.

 

Che dire…leggete il libro, guardate i film, leggete il libro, guardate i film.

 

Vi ho già detto di leggere il libro?…e di guardare i film?

 

Ah, il romanzo è geniale. Dovreste proprio leggerlo.

 

 

piesse: si, avete ragione, ho scritto un sacco di roba atteggiandomi da saputello. si, è vero, non sono stato coerente con la pappardella che ho pubblicato come presentazione alla rubrica…ma sapete che vi dico? Che questo è “Il Padrino” e questa è la mia rubrica, faccio quello che voglio. ho già detto “mona chi legge”?

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