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1999 – The Boondock Saints [Giustizia Finale]

And Shepherds we shall be.

For thee, my Lord, for thee.

Provate a immaginare se Guy Ritchie girasse un pulp scritto da Quentin Tarantino a Boston, in uno dei quartieri più vecchi degli Stati Uniti.

Non ci riuscite?

Tranqui, per capire cosa intendo guardatevi ‘The Boondock Saints – Giustizia Finale’.

Questo è l’unico – dopo dieci anni si aggiungerà il sequel – lavoro dietro alla camera di un musicista, tale Troy Duffy. Troy è un medio-man nello show-biz del video che però riesce nell’impresa di confezionare un film indipendente che è un gioiellino, e che mi rammarico di aver scoperto così tardi: è la storia di due fratelli irlandesi sul fuori di testa andante che, sentendosi investiti dal volere di Dio, decidono di fare piazza pulita di tutti i peggio criminali a cominciare dalla mafia di South Boston.

Ad una buona regia aggiungente un montaggio fantasioso e davvero ben fatto: le scene action sono proposte tutte come dei flash back raccontati da un agente gay dell’FBI (Willelm Dafoe) assegnato ad investigare sulla scia di vittime che i nostri eroi si lasciano alle spalle. Ogni qual volta si trova in una “scena del crimine” ricostruisce e racconta il corso degli eventi saltellando – letteralmente!! – tra cadaveri e fori di proiettile; è carina l’idea per cui i viaggioni che si fa diventino vieppiù intensi e coinvolgenti mano a mano che ci si avvicina al climax narrativo.

Complimenti a Norman Reedus, che interpreta uno dei due fratelli…si capisce chiaramente da dove sono arrivati molti degli spunti con cui caratterizza Daryl in The Walking Dead.

Per aggiudicarsi un punteggio meritevole della mia top 20 non bastano però un buon cast e una pellicola al cardiopalma, la base per un cocktail che mi invoglia al bis è una buona sceneggiatura. Check.

È una storia pulp, con molti morti ed emozioni vissute intensamente, ottimamente bilanciato da alcuni siparietti che oscillano tra il comico e il non-sense ma che a modo suo porta una certa morale e ti induce, nonostante di violenti assassini si parli, a guardare i due fratellini con un abbozzo di sorriso mentre con un filo di voce ti vien da dire: “che fiòi”.

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