Ambientazione - Treviso

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Astinus
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Ambientazione - Treviso

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Treviso

Treviso è una città Guelfa, gestita da un Podestà eletto dai cittadini ogni anno.
A livello vampirico la città è saldamente in mano al Clan Lasombra, che ha stretti collegamenti con la Roma Papale.
L’orientamento guelfo in città è ben definito, le Chiese sono sempre piene, e i precetti e le tradizioni cattoliche sono rispettati, almeno all’apparenza.
L’ordine pubblico è garantito sia tra i mortali che tra i vampiri; chi tra i Fratelli cercasse un rifugio sicuro per qualche tempo lo troverà tra le mura della Marca, purchè si attenga alle regole.
Oltre ai Lasombra, in città ci sono Toreador, Cappadoci e Nosferatu. I Ventrue e i Gangrel non sono ammessi nel Dominio così come ufficiosamente è sconsigliato ai Malkavian di tentare l’ingresso, mentre i Brujah, pur potendo accedere liberamente preferiscono non farlo, per via dei contrasti ideologici con la gestione della città.
Il Principe della città è un Lasombra che si fa chiamare semplicemente “Il Vescovo”: è stato inviato direttamente da Roma alla caduta di Alberico da Romano e da allora governa un territorio che comprende l’area di Treviso, Montebelluna, Castelfranco, Conegliano, Oderzo, Vittorio Veneto e Feltre (e si dice che tramite un principe fantoccio governi anche Belluno e la valle agordina, pur se contesa dai Gangrel).
Sotto di lui il Vicario Domenico, un altro Lasombra, che risiedeva a Treviso da molti decenni e che era il precedente capo del clan nella zona.
Pur se le decisioni spettano solamente al Vescovo, che esercita un potere assoluto, esiste una “Curia”, composta di rappresentanti misti dei 3 clan “nobili”, di Treviso, ossia Lasombra, Toreador e Cappadoci. I Nosferatu pur essendo presenti in città non partecipano attivamente alla vita politica, ma riescono comunque ad essere sempre informati di quello che succede.

Rifugi e luoghi particolari
Biblioteca Capitolare e centro storico: Rifugio dei Cappadoci

Rocca di Asolo: Rifugio del Vescovo e delle sue guardie

Castelfranco: Rifugio dei Toreador

Oderzo e Motta di Livenza in particolare allo scarico dell’antica rete fognaria romana: territorio dei Nosferatu

Complesso Religioso di S.Francesco: Rifugio del Vicario

Complesso Religioso Domenicano (futura S.Nicolò): Sede della “Curia” e Elysium.

Clan
  1. Lasombra: sono i veri signori della città, gli altri clan sono solo mezzi o al massimo alleati. I Lasombra che si stabiliscono a Treviso hanno un forte collegamento con l’istituzione della Chiesa, e spesso sono essi stessi parte integrante delle gerarchie ecclesiastiche, controllando in prima persona il mondo dei mortali. Si occupano di governo, di politica ma anche di questioni religiose e filosofiche, come la diatriba tra potere terreno e potere religioso. Tra essi si possono trovare sottili manipolatori come ferventi seguaci della causa guelfa. Avversano fieramente ogni accordo con i Ventrue, e, anche a livello mortale, finchè la comanderanno loro, Treviso non entrerà mai nell’orbita dell’Imperatore. Vedrebbero con favore il predominare della causa guelfa sul triveneto, ma in alternativa non disdegnerebbero la creazione di un micro-stato che faccia da cuscinetto tra Papato e Impero.
  2. Cappadociani: i membri del clan della morte che scelgono di stabilirsi a Treviso lo fanno perché attirati dal misticismo, dalla vita ecclesiastica, dalla possibilità di studiare la morte da un punto di vista sociale e spirituale, spesso prendendo l’aspetto di preti confessori che assistono i moribondi, interrogandoli e osservando le loro reazioni negli ultimi istanti di vita. Il rigido controllo dei Lasombra sulla città la tiene al riparo da anarchia e invasioni, creando un clima di sicurezza e ordine che ben si addice ai miti Cappadociani, che non hanno ambizioni politiche, e che hanno libero accesso a quelle immense fonti di informazioni che sono gli archivi delle Chiese e delle Pievi.
    Sono pressoché indifferenti alla situazione politica del mondo mortale, ma di certo non gradirebbero un passaggio della città dalla fazione guelfa a quella ghibellina, mentre sarebbero contenti di un accordo tra le 3 città che dia loro la possibilità di scambiarsi conoscenze con i loro fratelli di Venezia e Padova (cosa che peraltro già fanno).
  3. Toreador: I Toreador di Treviso non nutrono particolari ambizioni a ruoli di potere (e se le nutrissero, peggio per loro), ma cercano di soddisfare le loro velleità artistiche nei più svariati modi, in base a quanto offre la città (affreschi, mosaici, canti religiosi, poesie, architettura).
    Un sommovimento politico che rovesciasse il dominio Lasombra sarebbe sicuramente una ipotesi interessante, per questo, pur con sottigliezza e tramite i rapporti con i loro Fratelli degli altri clan appoggiano apertamente la confederazione e segretamente l’espansione del potere imperiale (laico, e quindi foriero di nuove forme d’arte).
  4. Nosferatu: Come dappertutto i Nosferatu non sono amati dagli altri clan (e ricambiano il sentimento) ma sono ritenuti utili se non necessari. A Treviso vige una sorta di tacito patto, i Nosferatu appoggiano il potere Lasombra, fornendo informazioni e servigi, e in cambio godono di una libertà pressoché totale nei loro domini, dove il potere Lascombra non si esercita e dove gestiscono i loro affari secondo le loro regole.
    Se è vero che non amano i Lasombra (e i Toreador) è altrettanto vero che ritengono i Ventrue anche peggio; di conseguenza pur nella loro indifferenza ad eventuali sconvolgimenti politici, non vedono di buon occhio la possibilità di trovarsi quei damerini con la puzza al naso alle porte di casa.
Figure di rilievo

Il Vescovo: misterioso anziano Lasombra giunto direttamente da Roma per governare il territorio, in pochi lo hanno visto e di lui si sa che occupa la Rocca di Asolo (formalmente guidata da un nobile umano, in realtà un ghoul), protetta minuziosamente da Vampiri, Ghoul, e soldati mortali.

Domenico il Vicario: questo Lasombra era il governatore di Treviso prima che arrivasse il Vescovo, divenendo poi il suo Vicario e portavoce. Di fatto è lui la “faccia” della città, è lui che convoca e presiede le riunioni della curia, ed è a lui che si deve presentare ogni nuovo arrivato nel dominio. Si dice che abbia un misterioso collegamento col Vescovo, e che forse questi sia addirittura il suo sire.

Estremo Untore: questo pittoresco cappadociano ha preso i voti religiosi dopo l’abbraccio, e si dedica a dare l’estrema unzione ai morenti per cogliere i loro ultimi istanti di vita. Il suo nome è andato perduto, e tutti lo chiamano Estremo Untore per la sua peculiarità.
Molto noto tra i viventi, quando nelle sere di inverno lo vedono passeggiare svelto per il centro tutti fanno gli scongiuri. A lui è stata dedicato un motto popolaresco “chi che’l vede l’Untore, poi ghe vien un malore, chi l’Estremo el ga visto, se raccomandi col Cristo”.

Madonna Pulcherrima: non si sa chi abbia coniato questo soprannome, ma pare non abbia fatto una bella fine. La Madonna è una nosferatu dalla bruttezza indicibile, che per qualche motivo non fa uso del suo potere per mutare il volto e non nasconde minimamente il suo aspetto. Pare che neanche il Vicario si rechi ad incontrarla di persona, non essendo in grado di sopportare la sua vista, pure richiedendo spesso i suoi servigi. Sa tutto quello che avviene a Treviso, e quasi tutto quello che accade nelle altre città, ma il prezzo per le sue informazioni è molto alto.
Benvenuto in mia casa… Entrate e lasciate un po' della felicità che arrecate…

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